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  • Scritto da MimmoSavino
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CULTURA

Qualche decennio fa a Sannicandro di Bari, c'era una scuola superiore denominata "agraria" per il tipo di indirizzo e di specializzazione che forniva, agrario appunto; come lo si può anche notare dalla conformità del territorio prevalentemente adatto ad ospitare oliveti e vigneti.

 

Ricordiamo un famoso detto popolare della fine del Settecento: "I sent' daffèor, e i puorc da jind" per indicare che alla fine del Settecento a Sannicandro, c'erano gli animali da cortile nelle case degli abitanti: maiali, capre e conigli, come in tutto il meridione d'altronde, e le chiese maggiori, fuori dalle mura interne.

Cucina

Cicerchie

La cicerchia (i gnagnaul) è un legume molto citato a Sannicandro, soprattutto in forma dialettale, ma anche un legume prezioso che ha il sapore un po' di ceci, un po' di fave ed un po' di lenticchie. Si mangia bollita, condita con olio d'oliva abbondante. Si conserva secca e si mette a bagno almeno 12 ore prima della cottura (con un cucchiaio di sale o meglio di bicarbonato). Può essere preparata con un brodo di cotica o fatta stufare con mezza cipolla, una carota, sedano, aglio e tre cucchiai abbondanti del nostro olio d'oliva.

Involtini

È un piatto che si prepara con le interiora di agnello: fegato, cuore, polmone, retina e budelline.

Orecchiette con le cime di rape

Piatto a base di orecchiette con aggiunta di cime di rapa (racemi ancora non fioriti della Brassica campestris, varietà cymosa) e talvolta di piccoli pezzi di mollica di pane soffritta.

Eventi

Dal 2006 l' Associazione Amici della Musica Giuseppe Verdi organizza nei mesi estivi il concorso internazionale per corno Federico II di Svevia.[5]

Feste religiose

Memoria di San Nicandro 4 e 5 novembre Riscoperta da qualche anno per l'interessamento di Mons. Giacomo Giampetruzzi e del Parroco, Don Nicola Rotundo, la memoria di San Nicandro onora il primo Vescovo di Myra (cattedra del più noto San Nicola) ordinato dal Vescovo Tito, discepolo di San Paolo, martirizzato per volere del governatore Libanio. Il Santo ha dato il toponimo al nostro paese. Da qualche anno nella Chiesa Matrice è gelosamente custodita una reliquia di San Nicandro, proveniente dalla Diocesi di Roma. L'esatta memoria liturgica cade il 4 novembre, ma la concomitanza con la memoria di San Carlo Borromeo, rende opportuno il rinvio della solenne concelebrazione presieduta per tradizione consolidata da un vescovo, al giorno successivo, e vede la presenza di una delegazione della Chiesa Ortodossa, guidata dal rispettivo Vescovo. La presenza degli ortodossi indica la vocazione ecumenica della festa, in quanto San Nicandro, al pari di San Nicola è venerato anche nella Chiesa Orientale. Suggestivi i canti e le preghiere "vespri" che gli ortodossi rivolgono al Santo il 4 novembre, al termine delle quali si tiene un momento conviviale semplice ma sentito tra la comunità parrocchiale e la comunità ortodossa, specie rumena, presente in paese.

La Quarantana

(mercoledì delle Ceneri) La tradizionale processione che annuncia la fine del carnevale. È tipica la figura di "Arunz", fantoccio per l'appunto simbolo del carnevale, che viene portato in processione per le strade cittadine e poi bruciato in piazza.

La Madonna di Torre

(lunedì dell'Angelo) La Madonna di torre è una piccola chiesa situata nella campagna limitrofa al paese. Durante il lunedì dell'angelo viene portato in processione per le vie cittadine un quadro raffigurante la Madonna. L'occasione è buona, data la stagione, per organizzare una scampagnata nei pressi della chiesa.

San Giuseppe

(ultima domenica di giugno) Sicuramente la festa religiosa più importante del paese. Tradizionale è la processione della domenica mattina, dove il Sindaco consegna alla statua del Santo patrono le chiavi della città affidandone la protezione e il patrocinio, simbolo tangibile della profonda venerazione della popolazione verso il patrono. È divenuto ormai una consuetudine, il lancio di un pallone aerostatico al termine della processione come anche la manifestazione pirotecnica che normalmente si svolge alla fine della giornata, degna conclusione della celebrazione.

L'abitino dei Quattro Cantoni e la Madonna del Carmine

(15 e 16 luglio) Nel contesto della festa religiosa della seconda parrocchia sannicandrese, il Carmine, per l'appunto, si inserisce la manifestazione dell'abitino dei Quattro Cantoni, meglio conosciuta come "U Pizz'kellò". Questa manifestazione ha origini antiche. Nei decenni scorsi si svolgeva al termine delle fatiche dei campi, ed era un modo per attirare l'attenzione delle ragazze. Il gioco consisteva e consiste tutt'oggi nel realizzare una piramide umana, composta da nove persone che deve avanzare su un percorso rettilineo. I "Quattro Cantoni" sono le quattro contrade del paese (ossia Assunta, Torre, Carmine e Castello) che si sfidano in gare ad eliminazione diretta. Rimarrà solo una contrada che sarà la trionfatrice del Pizz'kello!
La Madonna del Carmine è anche memoria storica, legata alla notte tra il 25 e 26 giugno del 1943 (testimonianza dell'accaduto) nella quale squadroni di bombardieri inglesi devastarono con lancio di due bombe, l'inoffensiva comunità sannicandrese, provocando la morte di 87 concittadini. Fu distrutta anche la Chiesa del Carmine... solo l'Immagine della Madonna restò intatta: il 16 luglio è portata in processione, seguita da una moltitudine di fedeli.

Festa dell'Assunta

(14 e 15 agosto) Una grande fiaccolata si snoda dalla Chiesa Madre alla Sacra immagine scultorea della Madonna dell'Assunta in via Diaz. Nelle stradine del paese vengono allestiti piccoli altari devozionali.

Festa della Madonna delle Grazie

(7 settembre) Questa festa rientra nella tradizione come momento di aggregazione rionale. È famosa soprattutto per l'arrosto alla brace del "pezzetto", dei fegatini e della salsiccia, che sono degustati lungo la strada che porta all'omonima chiesetta.

Festa della SS. Croce

(quarta domenica di Settembre) Molto simile alla festa patronale e allestita dal Comitato Feste Patronali. La festa prende avvio dal momento in cui padre Balsaniello, era il 27 settembre 1731, donò una particella della Santa Croce di Cristo alla Chiesa del Purgatorio che diventò così del Crocifisso, in quanto la Sacra Reliquia fu incastonata in una teca posta in un crocifisso in argento. Da quel momento il Crocifisso è portato in processione e, al centro del paese, è innalzato dal Parroco a protezione degli antichi quattro cantoni di Sannicandro. La leggenda narra di un padre francescano Balsaniello il quale era diretto verso Gioia del Colle. Durante il cammino, iniziò a piovere ininterrotamente, il frate era a Sannicandro in quel momento e decise rapidamente di rifugiarsi in una chiesetta vicina. Vide che la pioggia era incessante e violenta, decise così di lasciare la reliquia in quella chiesa che da allora è chiamata Chiesa della SS. Croce o meglio del Crocifisso.

Feste religiose varie

Oltre alle precedenti aventi ognuna una certa rilevanza e importanza, vi sono durante l anno altre piccole feste religiose.

(2 aprile) Festa di San Francesco da Paola svolta nella chiesa matrice dal terz'ordine francescano.

(22 Aprile) Festa di Santa Rita da Cascia con breve processione dalla Chiesa del Carmine al Crocifisso.

(13 Giugno) Festa di Sant'Antonio da Padova con processione e distribuzione del pane offerto ogni anno da alcuni devoti.

(16 Agosto) Festa di San Rocco. Altare allestito nel Crocifisso da alcuni devoti.

(8 Settembre) Festa della Madonna delle Grazie con processione sul carro floreale.

(15 Settembre) Festa di Maria SS. Addolorata con processione sul carro trionfale.

(29 Settembre) Festa di San Michele Arcangelo. In concomitanza con la festa patronale della SS. Croce, viene allestito nella chiesetta del Crocifisso un piccolo altare dedicato a San Michele e viene offerto ai fedeli il pane benedetto.

(4 Ottobre) Festa di San Francesco D'Assisi. La festa si svolge nella chiesa matrice offerta dal terz'ordine francescano.

(7 Ottobre) Festa della Madonna del Rosario con processione.

(13 Dicembre) Festa di Santa Lucia con processione sul carro floreale.

Sagre

Sagra delle olive

(seconda domenica di ottobre) È la festa che attira più gente al paese, organizzata dall'associazione ARCI di Sannicandro di Bari. Nella piazza del castello vengono allestiti stand di olivicoltori. Vengono offerti ai visitatori degustazioni di olio e di altri prodotti locali. Il tutto è accompagnato da musica con artisti famosi in campo nazionale. Da un paio d'anni, inoltre, durante la manifestazione si svolgono visite guidate al castello normanno-svevo nell'ambito del progetto "I Princìpi"

Sagra delle Orecchiette[6]

(Week-end prima della festa del Crocifisso) È una festa nata dalla scoperta che le orecchiette sono state create a Sannicandro di Bari. Insigni studiosi di enogastronomia pugliese - ricordiamo qui solo il più autorevole, il professor Luigi Sada - hanno dimostrato che le orecchiette avrebbero proprio avuto origine nel territorio di Sannicandro, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo. Secondo il professor Sada, un'interessante caratteristica delle orecchiette, legata al particolare atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, è la loro probabile derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman - l'antagonista del libro di Esther - che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.

 Fonte: Wikipedia

 

 

 

 

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